Germania: ok alla Cannabis Terapeutica, quali differenze con l'Italia?

Germania: ok alla Cannabis Terapeutica, quali differenze con l'Italia?

 

Il Bundestag, il Parlamento tedesco, ha aprobado all'unanimità la riforma della Cannabis Terapeutica che sarà a carico del sistema sanitario nazionale.

La Legge prevede, sulla falsa riga della legislazione italiana, cure a base di cannabis per i pazienti con malattie gravi come Terapie del Dolore, Cancro, Anoressia, Parkinson, ecc. e in tutti quei casi in cui le cure tradizionali si dimostrano totalmente inefficienti.

Fino ad oggi invece i tedeschi potevano accere a questo tipo di cure solo previa autorizzazione di un apposito Istituto ei costi delle cure erano tutte a carico dei pazienti.

A differenza dell'Italia però la Germania non ha una produzione propria, sebbene quella italiana sia appena agli inizi, e ciò costringe il Governo a importare la Cannabis dall'Olanda che a sua volta ha votato una modifica legislativa affinché potesse aumentare i volumi di esportazione .

Come abbiamo avuto modo di scrivere già nelle scorse settimane c'è molta attenzione intorno al mondo della Cannabis e del potenziale business che può sviluppare.

Nei mesi scorsi basti pensare che un'azienda farmaceutica tedesca ha operato una fusione societaria con un colosso canadese della Cannabis con l'obiettivo, dichiarato, di diventare il primo importatore e distributore di Cannabis in Europa.

Fundación Alemana para la Protección del Paciente è un'associazione che si batte da anni affinché si veda riconosciuta ai pazienti la possibilità di potersi curare con la Cannabis.

L'annuncio arrivato dal Governo è stato accolto come un'ottima notizia che proietta la Germania nel futuro. In una recente sentenza della Corte Suprema tedesca i giudici hanno riconosciuto ad un paziente attetto da sclerosi multipla di poter coltivare Cannabis in casa, tuttavia in Alemania è vietato coltivare Cannabis en casa.

Nel 2015 una nuova sentenza aveva riconosciuto oltre al diritto dell 'autocoltivazione anche l'inviolabilità del domicilio del paziente.

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